Shangri-la(un tempo nota anche come Zhongdian, nome che ricorre ancora oggi, o con l’appellativo tibetano Gyeltang o Gyalthang)è un luogo in cui si inizia a respirare aria di Tibet.

Sede di unno dei monasteri più affascinanti dello Yunnan, Shangri-la è anche l’ultima tappa nella provincia per i viaggiatori più arditi intenzionati a seguire l’impegnativo itinerario di cinque, sei giorni che conduce a Chengdu attraverso i distretti amministrativi del Tibet e gli aspri territori del Sichuan occidentale.

I tempi però cambiano. Solo fino a dieci anni fa, Shangri-la era una remota cittadina dove non c’era nemmeno un posto in cui alloggiare e ben poca scelta per mangiare; un luogo desolato dove i maiali grufolavano nella spazzatura agli angoli delle strade. Ebbene, dopo il boom turistico che ha investito Lijiang e Dali, i funzionari locali e provinciali hanno pensato bene di identificare la città e i dintorni con il mitico Shangri-la, descritto dallo scrittore inglese James Hilton nel romanzo Orizzonte perduto:da allora Shangri-la ha finalmente trovato la sua collocazione sulla carta.

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