Shanghai è un elegante esempio della Cina contemporanea, brillante frutto dell’unione fra Oriente e Occidente.  Città romantica e ricca, ricercata e snob, vivace e mondana, conserva ancora le tracce dello spirito dei tempi passati, quando viveva grazie alla lavorazione della seta e del tè, e già nella metà del XVII secolo occupava la forza lavoro di molte persone nell’industria cotoniera. Shanghai divenne allo stesso tempo molto ricca e decadente con case chiuse, case da gioco e da oppio. In seguito alla prima Guerra dell’oppio, nel 1842, gli inglesi stabilirono qui la loro prima concessione, seguiti da francesi, americani e giapponesi, tutti depredarono qualcosa e la città fu divisa in colonie, ognuna con giurisdizione propria, facendola diventare un luogo senza legge. Nel 1921 nacque qui il partito Comunista Cinese, trovando terreno fertile dalla rabbia latente e giustificata della popolazione. Quando si annuncia il progetto di creare nella città una zona economica speciale dell’area di Pudong, sulla riva orientale del Fiume Huangpu che fronteggia il Bund, la sensazione diffusa è che Shanghai sia entrata nell’epoca moderna. Il destino di Shanghai è avere una vocazione internazionale, in una complessa realtà urbana in costante mutamento.

Il periodo migliore dal punto di visita climatico per visitare la città va da aprile fino a metà maggio, e da fine settembre a metà novembre. Le principali attrazioni turistiche di Shanghai sono concentrate a Puxi, che rappresenta l’anima autentica della città vecchia, le vie commerciali e le ex concessioni straniere. Nanjing Rd. la via di negozi piu’ affollata della Cina, corre in direzione est_ovest fino a Piazza del Popolo, sede del Museo di Shanghai e del Gran Teatro. A Pudong, l’area nuova, piu’grande della stessa Shanghai, è un’enorme zona economica in costante gara per avere gli edifici piu’ alti al mondo: la Torre della Perla d’Oriente, Jinmao Dasha, il Grand Hyatt Shanghai, il World Financial Center. Chi vuole capire come i cinesi vorrebbero il loro Paese deve venire qua, nel tempio della finanza internazionale, il vero simbolo della corsa alla mondernizzazione cinese.

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